La fiaccola Uhuru (libertà) a Damaida – Tanzania

Il 9 dicembre 1961 al Tanganica, ora Tanzania, viene riconosciuta la sovranità nazionale e si festeggia sulla cime del monte Kilimanjaro (mt slm. 5.985, il monte più alto dell’intera Africa) accendendo la fiaccola Uhuru (libertà), voluta fortemente da Julis Nyerere che sul Kilimanjaro pronuncia il discorso conosciuto come “Una luce sul Kilumanjaro”: “Noi, popolo del Tanganica, vogliamo accendere una candela e portarla in cima al monte Kilimanjaro, che s’illuminerà al di là dei nostri confini, portando speranza dove c’era disperazione, amore dove c’era odio, e dignità dove prima c’era solo umiliazione.” 

La politica di Nyerere, eletto il 9 dicembre 1962 come Presidente della Repubblica del Tanganica, fin dall’inizio del suo impegno politico, era un impegno per l’uguaglianza e per i diritti umani: “La nostra lotta è stata, è oggi, e sarà sempre una lotta per i diritti umani. La nostra posizione si fonda sulla fede nell’eguaglianza degli esseri umani, nei loro diritti e doveri come cittadini.”. 

Ogni anno la Mwenge Uhuru Tourch - la fiaccola della Indipendenza e della Libertà – viene portata in tutto il Paese, facendo sentire il popolo tutto della Tanzania orgoglioso ed unito nei valori fondanti della patria, ed è riconosciuta come emblema di libertà e speranza. 

Il giorno 9 agosto 2018 il villaggio di Damaida, nella Regione Singida a nord del Paese, ha accolto la fiaccola presso il complesso scolastico, ora in fase di completamento, nato dalla volontà e dalla lungimiranza delle Suore Orsoline Polacche (SCGA) che sono nel Paese dal 1992. Complesso che conta di alcuni edifici: asilo, casa insegnanti e scuola primaria – quest’ultima in fase di completamento – oltre alla chiesa. Complessivamente i bambini che frequentano la scuola dall’asilo alla settima elementare sono, a gennaio di quest’anno, 151 con 80 bambini e 71 femmine; si far presente che nel 2008 i bambini frequentanti erano 10!

Il progetto è stato iniziato nel 2008 ricevendo finanziamenti dalla Regione Autonoma Trentino Alto Adige, dalla Provincia Autonoma di Trento,  dalla C.E.I. Gruppo Autonomo Volontari per la Cooperazione e lo Sviluppo del Terzo Mondo – GAV - con varie donazioni.

I bambini frequentano le lezioni nell’asilo e nella suola primaria, aiutano nell’orto, nelle piccole mansioni quotidiane che le maestre (sorelle della Congregazione) insegnano con un misto tra metodo Montessori e metodo classico. Un connubio che ha portato la scuola ad essere un fiore all’occhiello per il Paese. Basti pensare che all’esame di novembre 2017 la scuola è classificata, nella graduatoria del Ministero dell’Istruzione del Governo, al primo posto nella Provincia di Ikungi su 21 scuole, al terzo posto su 93 scuole nella Regione di Singida, al 241° posto su 5.123 scuole in tutta la Tanzania! 

Il progetto si avvale anche della condivisione del progetto alimentare e sussidiario del GAV e dell’Associazione Floria che da oramai cinque anni offrono lavorando assieme.

L’associazione Floria dona un sostanzioso pasto giornaliero a tutti i fanciulli, che hanno così sempre la certezza di un pasto equilibrato, il GAV paga le rette scolastiche a chi non può permettersele, perché la scuola è stata costruita con l’obiettivo di scolarizzare una popolazione dove prima c’era il nulla, dove prima le lezioni venivano seguite all’ombra di un albero, dove la conoscenza e la cultura entrano a far parte della vita quotidiana delle famiglia solo attraverso l’educazione dei fanciulli! Damaida si colloca infatti nel denominato “deserto della Tanzania” dove le popolazioni prima vivevano solo il passaggio, dove gli arbusti sono piante di rovi e null’altro. Ora dove c’era il nulla ci sono le case dei villaggi sorti di recente, gli orti, una vita comunitaria, grazie alla lungimiranza e progettualità della Congregazione. Grande progetto per la dignità e lo sviluppo di ogni Persona che coinvolge in primis i bambini quindi le famiglie intere. La scuola in Africa diventa Cibo, Pensiero e Futuro!

Siamo orgogliosi che i “capi” (come li chiama sr. Incoronata , la madre generale) abbiano scelto questo luogo importantissimo, significativo ed emblematico per la Tanzania.

Da anni la stessa si avvale della collaborazione del GAV per quanto riguarda la costruzione di edifici scolastici e impianti idrici. 

 

Il 9 agosto 2018 alle ore 9 ha inizio la cerimonia presso la scuola primaria di Damaida, si allega la descrizione della giornata inviata al GAV da Sr. Incoronata lemmo madre Generale della Congregazione SCGA in Tanzania. 

 

A fine luglio scorso inoltre è stato completato sempre con la collaborazione tra Congregazione SCGA e GAV un ostello per 120 ragazze che frequentano la scuola superiore di S. Pio a Morogoro, anche questa scuola classificata con un ottimo livello nella graduatoria  del Paese. 

Il progetto vede il finanziamento della PAT e del GAV e della stessa Congregazione, perché la consapevolezza e la riuscita dei vari progetti nei PVS passa anche attraverso la responsabilizzazione economica e di monitoraggio in fase di costruzione e di proseguimento del progetto, in questi casi progetti educativi.

La necessità a Morogoro era data dalla mancanza di alloggio per le ragazze frequentanti la scuola superiore S. Pio, dovendo percorrere giornalmente molti km a piedi, con tutti i rischi che ne conseguono (furti, violenze, derisioni), costi eccessivi e improponibili per le famiglie che affittavano stanze private per le ragazze provenienti anche da fuori Regione ma anche per le ragazze che abitavano nella grande ed estesa città. Anche qui l’incremento delle iscrizioni è stato elevato, dal 2012 con 57 ragazze al 2018 con 125 ragazze e nella Graduatoria del Ministero dell’Istruzione della Tanzania di ogni anno scolastico la scuola ottiene ottimi ed incoraggianti risultati.

Questo progetto vede la collaborazione anche con altre associazioni trentine (perché fare rete rafforza e si sbaglia meno): Associazione Il Melograno di Brentonico, Africa Tomorrow di Rovereto, Gruppo Missionario Laico di Volano. 

A gennaio 2019 l’inaugurazione e l’entrata delle ragazze nelle loro camere, dotate di servizi igienici, biblioteca, sala multiuso/mensa, dispensario medico, cucina, ecc; non più ospitate in due aule scolastiche stipate come non mai, ma con l’igiene e la salubrità che si deve offrire per far camminare con dignità le ragazze sulle proprie gambe, per un futuro nel e del loro Paese ritornando un po’ di quanto hanno ricevuto in dono con l’istruzione e l’ospitalità. Solamente costruendo infrastrutture si può dire “Aiutiamolo a casa loro!”, perché dotarli di ciò che necessita, sempre condividendone la progettualità, significa migliorare le condizioni di salute della popolazione affinché rimanga nel proprio territorio, perché la scelta dell’emigrazione sia consapevole e libera da ogni pressione esterna, politica, fisica e psichica.

Un progetto di genere che il GAV è felice di aver contribuito a realizzare come attore anche se la sua parte è sempre molto piccola in confronto a quello che la Congregazione e le ragazze fanno in loco!

Maria Grazia Sighele

 

 

LA FIACCOLA DELLA LIBERTA’ 

 ALLA SCUOLA S. ORSOLA DI  DAMAIDA

Il 9 agosto del 2018 alle ore 9,00 del mattino, la FIACCOLA della Indipendenza e della libertà della Tanzania  é venuta nella  nostra scuola elementare di Damaida, alla periferia di Mkiwa. 

Per i  tanzaniani la Fiaccola  è un simbolo della loro Indipendenza . 

Nyerere  già nel 1959 prima dell’Indipendenza ( avvenuta il 9-12-1961) rivolgendosi al Consiglio legislativo come Presidente del partito disse :

"Noi tanzaniani vogliamo accendere la  Fiaccola sul monte Kilimanjaro, in modo che possa illuminare entro e fuori dei confini della nostra nazione, per portare speranza dove non c'è speranza, amore dove c'è odio, il rispetto per ogni uomo lì dove gli uomini non sono rispettati.". 

Dal giorno dell’Indipendenza,  questa Fiaccola, che normalmente risiede in una casa costruita  sul monte Kilimanjaro, viene portata nelle diverse parti della Tanzania per ricordare ai tanzaniani quel messaggio  che il Padre della Patria Julius Nyerere diede loro sin dall’inizio della indipendenza. Ogni anno la Fiaccola deve passare in ogni Regione ed in ogni Provincia della Tanzania, e di solito si ferma in posti dove c’è qualcosa di importante che mostri un progresso della Nazione( scuole, dispensari, ospedali, orfanotrofi, fabbriche...)

Questo anno i capi della provincia di Ikungi,  di cui Mkiwa e Damaida fanno parte, hanno deciso  che, durante il giro della Fiaccola  essa potesse fermarsi nella  nostra scuola di Damaida, perché fino a nove  anni fa molti ragazzi  di Damaida non sapevano nè leggere nè scrivere perchè non riuscivano a frequentare la scuola elementare governativa che  era distante 7 chilometri dalle loro case e per arrivarci bisognava attraversare una strada impraticabile specialmente durante il tempo delle piogge.  La realizzazione della nostra scuola S. Orsola ha permesso ai bambini del luogo di frequentare la scuola e di poter avere una istruzione come gli altri bambini. I capi della Provincia di Ikungi,  comprendendo il valore dell’aiuto che con la scuola noi diamo ai bambini  del posto,  hanno scelto la nostra scuola  come luogo in cui la Fiaccola potesse fermarsi  per annunziare anche in mezzo alla palude di Damaida i valori della libertà,  della speranza,  dell’amore e del rispetto per ogni uomo. 

 

Per circa tre mesi la gente del posto,  e quindi anche i bambini,  si sono preparati ad accogliere la Fiaccola. ( il rispetto che si ha per essa è simile a quello che si ha per il Presidente della repubblica in persona). La Fiaccola é arrivata da noi su una macchina ( 1) scoperta  accompagnata dai capi dei diversi settori della Provincia,  dai capi di tutti i villaggi vicini, dai militari e da un gruppo di giovani scouts. Appena arrivata,  c’erano canti, suoni, battimani, come si fa in Tanzania quando arriva il Presidente. Ad accoglierla,  oltre i bambini della scuola ( 2) ed alcuni genitori e le suore  c’erano gruppi folcloristici (3 a,b,c,d,)) che avevano preparato danze tradizionali. La Fiaccola accesa, é stata portata da un militare  (4) e deposta su un mobile adatto in cui si potesse reggere  ed essere vista da ogni persona piccola e grande,  poi é stata per tutto il tempo custodita da 6 militari. (4 a) Nel frattempo il capo che guida il  “Giro della Fiaccola” insieme a  pochi capi ha visitato la scuola, e la costruzione ancora in atto. Poi tutti sono tornati davanti alla Fiaccola e c’è stato il discorso di sr Congesta (5) che ha parlato del perché è stata costruita la scuola, di quante aule contiene, di quanto costa e di quali sono i problemi che la scuola come istituzione incontra. Dopo il discorso di sr Conjesta,  il capo della Provincia( 6) ha parlato dell’importanza  della nostra scuola  per la gente del luogo quindi il capo del “Giro della Fiaccola” prima ha scoperto la targa ricordo (7) poi ha preso la Fiaccola e l’ha affidata prima nelle mani di sr Incoronata, poi a in quelle di sr Rita (8) quindi di sr Mary e di  sr Congesta.  La cerimonia é stata toccante e suggestiva. Dopo i discorsi le autorità civili e militari sono andate in un’aula (9)della scuola dove era stata preparata la colazione e nel frattempo i gruppi folcloristici ed i bambini si esibivano in canti e danze.

 Il tutto si é concluso alle 9,45 del mattino..Prima di partire la Fiaccola è passata di mano in mano a tutti i presenti piccoli e grandi. 

E’ questo il sogno di ogni tanzaniano: vedere e toccare almeno una volta nella propria vita la Fiaccola della libertà

Suor Incoronta Lemmo - Madre Generale Tanzania 

Clicca qui per visualizzare il Video !

 

COSTRUZIONE OSTELLO | REGIONE MOROGORO – Tanzania

Morogoro

Clicca qui per scaricare il PDF

Eventi

COMUNICATO STAMPA

Mostra fotografica “The victims of our wealth – Life in Sodom and Gomorrah – Accra, Ghana 2017”

Fotografie di Stefano Stranges

Testi di Antonella Sinopoli

Video di Simone Rigamonti

Biblioteca di Rovereto, sala multimediale

da mercoledì 31 maggio a domenica11 giugno

La mostra sarà aperta al pubblico e visitabile nell’orario di apertura della biblioteca

Inaugurazione il 31 maggio alle ore 18:00

a cura del CAVA - Coordinamento delle Associazioni della Vallagarina per l’Africa

Interverranno inoltre:

Stefano Stranges (fotografo)

John Mpaliza (attivista congolese), Peace Walking Man

modera Beatrice Taddei Saltini (Associazione 46° Parallelo/Atlante delle Guerre)

Mauro Previdi, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Rovereto

Comunità della Vallagarina

Il 31 maggio prossimo alle ore 18:00 presso la Biblioteca di Rovereto si inaugurerà la mostra fotografica di

Stefano Stranges “The victims of our wealth – Life in Sodom and Gomorrah – Accra, Ghana 2017” (Le

vittime del nostro benessere - Vita a Sodoma e Gomorra).

La mostra sarà presentata dal Coordinamento delle Associazioni della Vallagarina per l’Africa – CAVA che,

dal 2014 a Rovereto e a livello nazionale, pone l’attenzione sulla drammaticità degli eventi che da oltre 20

anni perseguitano la popolazione indifesa della Repubblica Democratica del Congo, vittima di violenze

inenarrabili connesse a una guerra economica internazionale per l’estrazione e la commercializzazione di

preziosi minerali “insanguinati” (coltan, cobalto, ecc.), utilizzati per la produzione di smartphone, computer,

televisori, frigoriferi e altri strumenti tecnologici usati nella nostra quotidianità. La città di Rovereto ha già

ospitato a febbraio questa parte della mostra fotografica, con le immagini scattate in Congo da Stranges,

grazie all’interesse dell’associazione La Grande Quercia.

La mostra fotografica presenterà invece l’altra faccia della problematica: ciò che accade giornalmente nel

Ghana dove l'impatto dei rifiuti elettronici (vecchi cellulari e strumenti tecnologici vari “superati”) procura

non solo danni elevati all'ambiente ma mette anche in luce la miseria di chi, per lo più ragazzini, “lavora”

scavando con le mani nude nelle enormi discariche nel tentativo di procurandosi materiali preziosi per la

vendita. Scopo della mostra è di sensibilizzare sull'uso, la riparazione, il riuso, il riciclo, la rivendita di

cellulari e delle varie apparecchiature elettroniche che vengono poi smaltite in Africa.

A questo proposito Stranges scrive: "Il suo nome è Agbogbloshie, ma quando lo cerchi, meglio chiedere

‘Sodoma e Gomorra’, tutti lo conoscono con quel nome. È la discarica nera dell'Occidente. 100.000

tonnellate all'anno, compresi mobili, frigoriferi, televisori, computer. Qui vengono bruciati, aperti, selezionati,

riciclati e ri-venduti, per poi entrare nuovamente nel ciclo di produzione e vendita. 80.000 è la popolazione

stimata della zona, abitanti provenienti principalmente dal nord e dalle zone più depresse del Ghana.”

Attraverso le immagini di Stranges si entrerà nel mondo degli scavengers ghanesi, accompagnate anche

dai testi illustrativi della giornalista Antonella Sinopoli (Voci Globali). Nel corso dell’inaugurazione sarà

inoltre proiettato un video di Simone Rigamonti con le testimonianze delle persone incontrate dai tre

professionisti. “Mio figlio e la mia casa sono la cosa più preziosa che ho”, dice Rasheeda mentre orgogliosa

ci apre la piccola porta della sua capanna fatta di scheletri di vecchi frigoriferi e tavole di legno. Ma qui le

“case” cambiano ogni giorno. La scritta “Understanding the times” sul vecchio tetto di uno scuolabus usato

come copertura di una casa, sembra infatti essere triste monito per molti di loro. Le immagini parleranno da

sole perché il lavoro di Stranges è un’emozione non legata all’effimero, ma ha saputo cogliere negli occhi

delle persone il loro “magnifico aspetto umano”!

Filippine, niente nuova buona nuova….si dice!

Ma non sempre è così.

Dopo il tifone del novembre 2013 poche sono state le notizie riportate dalle testate giornalistiche, su internet ecc. Ma le Filippine esistono ancora, eccome se esistono! Con la loro sempre meravigliosa ed esuberante bellezza, con le loro contraddizioni infinite e con i sorrisi, nonostante tutto!, sui volti dei bambini e degli adulti.

Ma vivere nelle Filippine per i più non è semplice. Lo abbiamo visto, conosciuto attraverso articoli delle associazioni trentine che operano in questo arcipelago di oltre 7100 isole. Ed in questo momento vivere non risulta più facile di qualche mese fa. Le ultime notizie pervenute dalle missionarie che il GAV e l’Associazione Via Pacis seguono costantemente non sono rosee. Con l’elezione del nuovo presidente Duterte c’è ora qualche preoccupazione in più.

Dalle mail e dai contatti via skype giunge la preoccupazione dei missionari, ma non solo loro, sulla lotta al crimine che si sta perpetrando con metodi non affatto democratici. L’ex sindaco della città di Davao, nell’isola meridionale di Mindanao, ha promesso una guerra senza pietà: si è impegnato a ripristinare la pena di morte nel paese e ha dichiarato che darà alle forze dell’ordine il permesso di sparare a vista ai sospetti criminali. Milioni di filippini credono che Duterte renderà le strade più sicure, ma molti altri temono che l’uso della forza da parte del governo farà aumentare la violenza nella società. [internazionale.it 17.06.16) 

E il 20.16.16 ancora su internazionale.it appaiono queste notizie: Operazioni contro il traffico di droga nelle Filippine, undici morti. La polizia filippina ha ucciso undici presunti spacciatori in una serie di operazioni contro il traffico di droga condotte in tutto il paese nel fine settimana. Il giro di vite precede l’entrata in carica, il 30 giugno, del nuovo presidente Rodrigo Duterte, che ha promesso lotta dura alla criminalità. Chiamato “il giustiziere” per il suo atteggiamento sprezzante nei confronti dei diritti umani, Duterte ha aperto alla possibilità di reintrodurre la pena di morte attraverso l’impiccagione. 

 

Ma ancor prima la preoccupazione dei missionari è palpabile. Il voto della popolazione dato “per disperazione” per la stanchezza di rimanere nella stessa situazione, per uscire dalla corruzione e povertà. Duterte ha promesso di ripulire il paese da tutti questi mali in soli sei mesi... di uccidere tutti gli spacciatori di droga e autori di altri crimini, ha promesso di essere un polso di ferro per tutti e con tutti. Mail Sr Rosanna Favero 17.05.16

Davao, dove era sindaco, vedeva criminalità e povertà minime. Questo ha convinto la popolazione a votare per lui nonostante i consigli della Chiesa che conoscevano molto bene la situazione.

Per il dopo elezioni si leggono però le notizie non confortanti citate all’inizio. 

Ma non tutto nelle Filippine è tragedia! Per fortuna le nostre missionarie stanno operando ,anche se in situazioni di assoluta povertà, per la promozione umana dedicando tutto il loro tempo ai carcerati, alle famiglie, ai bambini. Sr Rosanna scrive nella sua ultima lettera inviata a Via Pacis: … Il mese scorso si è concluso l’anno scolastico 2015-2016 e valutando l’insieme dei risultati, possiamo dire che anche questo è stato un anno positivo. Solo una piccolissima parte dei 1578 ragazzi sostenuti a distanza nei loro studi non hanno ottenuto la promozione e questa notizia è motivo di gioioso orgoglio per loro stessi e per tutti noi che collaboriamo alla loro crescita e al loro futuro. Sono certa che anche voi sostenitori provate questi stessi sentimenti, nel conoscere l’esito del loro impegno scolastico e vedendo quanto sono cresciuti.

Nei loro brevi scritti vi comunicano la gratitudine perché contribuite al loro apprendimento e alla loro crescita. Le fatiche non mancano, così come povertà, problematiche familiari, malattie, insufficienti risorse… cose che fanno parte dell’esperienza quotidiana dei nostri ragazzi, eppure, anche in queste realtà - a volte realmente invivibili - vediamo nascere la speranza, la voglia di imparare e credere che il vostro aiuto può trasformare al loro vita e quella dei loro cari. A voi il nostro abbraccio e la nostra gratitudine. Suor Rosanna Favero

E nel carcere sr. Margherita Tiburzi spiega chela situazione non è delle migliori e si fa quel che si può, almeno alcune parole di conforto, cercare l’avvocato che può aiutare, pagare le spese dell’ospedale… sono andata a trovare un uomo  ricoverato in ospedale, ma che pena! ospedali dove si accumulano persone che sembrano non più persone, ma numeri buttati lì senza cuscino, lenzuolo o altre cose indispensabili. Il desiderio di voler uscire da li; e desiderare di morire in carcere dove , dicono, “almeno abbiamo I compagni che  stanno con noi. Qui nessuno ti guarda. Meno male che almeno ci siete voi  questo è un grande sollievo per me!” E ti abbraccia con grande sentimento, mentre piange. ” Voglio morire - dice sempre-  la sofferenza è troppa, e sono solo!" quanto ci si sente impotenti!

Ma ci sono anche le cose belle, la congregazione di Sr. Margherita con il progetto “il ponte di riso” (offerte che arrivano dalla Polonia) aiuta la Parrocchia nel servizio importantissimo di offrire un pasto sostanzioso al giorno a 90 bambini. Progetto che vede la partecipazione dei bambini di ieri che furono adottati che, ora divenuti giovani, si sono trasformati in volontari importanti! Dal progetto di ieri nasce il progetto di oggi! L’educazione e la generosità quando entrano in una persona ne fanno parte per tutta la vita, e chi ha ricevuto dona! Una bella sorpresa per le nostre suore e per noi che seguiamo da lontano.

Ma questa non è solo l’unica bella notizia che ci perviene!

Le due associazioni Via Pacis e GAV immediatamente dopo il tifone devastante Hayan del novembre 2013 si sono attivate costruendo alcune casette unifamiliari a Burì ed a Mabini. 

I primi due progetti a Burì prevedevano in totale la costruzione di dodici casette con giardino ed orto (con contributi della PAT), che terminate in tempi record sono state immediatamente occupate da alcune famiglie. 

Il secondo progetto vede da agosto 2015 il completamento di 20 case unifamiliari a Mabini, ed anche qui le costruzioni sono state subito abitate dalle poverissime famiglie e qualche neonato che ha visto la luce nelle “casette trentine”, circa 120 persone ora hanno una casa. Edifici belli da vedere, comodi da abitare, essenziali e semplici, ma con tutti i confort che richiede il Paese. Un  nuovo sobborgo ben inserito nel contesto complessivo del villaggio, con spazi esterni verdi per la vita in comune, come di abitudine nel Paese. 

Progetto questo ultimo eseguito su invito esplicito della PAT di aderire al progetto finalizzato all’attuazione di interventi di emergenza nelle Filippine. Le due associazioni hanno colto immediatamente l’opportunità di questo incarico conoscendo la provvisorietà e la tragicità della vita che stava affrontando la popolazione dell’isola di Mindoro. Una cordata di persone che si è lasciata coinvolgere da più enti trentini (PAT- Servizio Solidarietà Internazionale, Cooperazione trentina, dipendenti provinciali, …) e dai molti privati che hanno aderito al progetto delle due associazioni con offerte e donazioni.

Ma quali sono stati gli elementi che hanno contraddistinto questi progetti? Innanzi tutto la lungimiranza e la sensibilità della Congregazione e della madre superiora Suor Rosanna Favero unitamente alle associazioni via Pacis e GAV. La tempistica certamente è il primo fattore da rilevare, ancora in grande contrasto con i tempi dei lavori promessi e non ancora eseguiti dal governo filippino.

A seguire certamente la generosità del popolo filippino che guarda all’altro prima di guardare a se stesso, almeno nella popolazione di fascia più povera. Si fa presente che al momento della designazione delle famiglie (con sondaggio tra le stesse) nessuna ha nominato la propria nonostante le evidenti importanti necessità di ognuna. L a consapevolezza da parte della popolazione che il progetto sarebbe stato importante per loro, popolazione che quindi si è messa a disposizione anche con il lavoro più faticoso ed umile della costruzione, portando per ore i materiali edili a destinazione. 

Quindi la collaborazione e la fiducia accresciute tra i due partner, GAV e Congregazione; l’amicizia e la collaborazione consolidata, e sicuramente più forte, tra le due associazioni trentine che hanno operato congiuntamente per il popolo filippino fin dal 2012 con la pubblicazione del volume “Filippine. Un mondo poco conosciuto”.

Riportiamo la mail del dicembre scorso di Sr. Rosanna al GAV riguardo i progetti:

… c'è stata collaborazione nei lavori di costruzione e anche se ognuno nutriva la speranza di avere poi la casetta non si sono tirati indietro nel lavoro. Certo a Buri l'esperienza è stata diversa perché il villaggio è più unito, immagina che per raggiungerlo ci vogliono quasi due ore quindi le difficoltà creano più unità e comunione. 

Le famiglie a cui sono state date le casette in Mabini non risiedevano tutte nella stessa area. Abbiamo fatto una scelta fra i più bisognosi, alcuni vivevano nelle baracche costruite abusivamente sotto il ponte che permette di attraversare un canale d'acqua che sfocia poi nel mare. E' un'area molto a rischio e il tifone aveva spazzato via proprio tutto lasciando per giorni il luogo allagato. La famiglia Basco viene proprio da li', per lungo tempo è vissuta senza una fissa dimora trovando riparo nelle baracche del mercato di verdura. Ora hanno una casa tutta loro, lì è nato tre mesi fa un bambino che a differenza degli altri fratellini ha trovato un ambiente sano ad accoglierlo. Il papà continua a lavorare come raccoglitore di immondizie ma non le accumula in casa e questo li aiuta a vivere meglio. 

La famiglia Mangsakay viveva invece vicino al mare e anche loro son dovuti fuggire quella notte e al rientro non avevano più nulla. Il figlio ammalato è deceduto poco prima di poter conoscere che i suoi genitori e figli (la moglie aveva lasciato la famiglia qualche anno fa) avevano una casa propria. 

Del gruppo GAV anche la famiglia Alerta, entrambi i genitori hanno lasciato i figli, è il più grande che si prende cura di loro, ha dovuto lasciare la scuola media incompleta e lavora come bracciante, il suo grande sogno poter dare un alloggio sicuro ai fratelli e GAV ha risposto al suo sogno. Durante la mia ultima visita a fine novembre mi ha confidato che ora riuscira' a perdonare i suoi genitori. 

Un accenno anche alla famiglia Balabis, sei figli di cui uno con difficolta' motorie e che pensavano non avesse speranza di riuscire a camminare e parlare. Gli stimoli del vivere insieme... le casette sono vicine e con tanti bambini e adulti ha avuto più stimoli... Tanti piccoli miracoli, beh non proprio piccoli.

Ti ho già detto del beneficio del vivere insieme, anche se alcune famiglie (le ultime casette sono state terminate da poco) sono arrivate al villaggio da poco, si vedono i progressi. C'è più disciplina e questo da' dignità non solo ai luoghi ma alle persone. Più spirito di collaborazione, si aiutano a badare ai bambini quando qualche mamma si deve assentare, l'uso di alcool che purtroppo è il cancro dei poveri, è proibito e anche se non posso dire che questo avviene al 100% c'è la coscienza che questo stile di vita deve cambiare almeno per timore di perdere la casa.

Un aspetto di cui mi sento proprio grata e fiera sono i bambini, vanno tutti a scuola, cosa che non accadeva prima e questo per me è un grande successo e speranza di futuro.

Insomma c'è vita migliore e speranza e questo grazie al GAV e a Mariagrazia instancabile con la mente e con il cuore... sento dalle tue parole che la tua preoccupazione di aiutare è motivata da un cuore che vuole il bene dei fratelli anche quelli di cui non conosci le storie e i volti e questo rende ancora più meraviglioso e fruttuoso il tuo operato. Grazie Mariagrazia, un abbraccio!!!  -  Sr. Rosanna

Ci permettiamo quindi a questo punto di fare una considerazione: fa più la determinazione e la volontà delle piccole associazioni di volontariato che le iniziative intraprese dagli apparati statali preposti.

Con le poche forze ma con il cuore grande del volontariato si può fare molto per soddisfare almeno le esigenze più impellenti di chi si trova nel bisogno.

  

GRUPPO AUTONOMO VOLONTARI\2016\FILIPPINE – notizie\Articolo Filippine 28.06.16

Articolo sul Corriere del Trentino di Domenica 10 Luglio 1016scarica qui il PDF

 

 

“Filippine. Un mondo poco conosciuto”

Dal 12/12/2010 al 26/12/2010

Inaugurazione 12/12/2010 ore 16,00

Mostra fotografica di Massimo Zarucco

Sala Iras Baldessari – Rovereto – Via Portici

Carissimi !

desideriamo invitarVi all’inaugurazione della mostra “Filippine. Un mondo poco conosciuto” di Massimo Zarucco il giorno 12 dicembre p.v. ad ore 16,00. Trattasi di una mostra fotografica che la Provincia autonoma di Trento ha già presentato all’interno della manifestazione “Sulle rotte del mondo Asia e Oceania” dal 28 settembre al 2 ottobre nella Torre Mirana. Il GAV e la Onlus Children’s Relief Fund (CRF) presentano questa mostra desiderosi di far conoscere la realtà delle Filippine, convinti che un’apertura sul mondo è sempre nuova crescita costruttiva ed importante, perché la testimonianza dell’operato dei due partenrs locali che vi presenteremo è per noi tutti modello da condividere e indirizzo al nostro impegno.

Vi aspettiamo numerosi!

per il GAV - Maria Grazie Sighele - per il CRF Genny Carraro

 

Il “Comitato trentino NOPPAW” promuove il giorno 6 aprile p.v. alle ore 20,45 una manifestazione nella Sala Filarmonica di Rovereto, perseguendo quel progetto educativo di “fare rete tra le associazioni di volontariato per fare solidarietà”.

Con la manifestazione/concerto, al quale parteciperà il gruppo SHEBA, il CtN aderisce e sosterrà l’iniziativa del “Fondo straordinario di solidarietà a sostegno di persone e famiglie in difficoltà”, promossa dal Consiglio decanale di Rovereto.

Si ritiene che l’evento abbia fondamentale importanza sia per l’aiuto concreto che si rivolgerà alle persone in grave difficoltà nella Diocesi di Rovereto, sia per il progetto che il Comitato sta perseguendo fin dalla sua nascita fare solidarietà vicina e lontana, uscendo dai confini dei Paesi in Via di Sviluppo, ai quali solitamente le associazioni proponenti si rivolgono, dando visibilità alla progettualità nel e per il Trentino non meno importante in questo periodo di urgente bisogno. Un evento di appoggio che rivolgerà la propria attenzione alla “solidarietà vicina”, nella convinzione che la prima solidarietà si fa nella propria casa e poi oltre i confini ove vi sia la necessità.

Per il Comitato

Maria Grazia Sighele

 

Comitato trentino NOPPAW: Associazione Amici di Casa Mihiri, Associazione Africa Tomorrow, Associazione Il Melograno, Associazione Spagnolli-Bazzoni, Gruppo Autonomo Volontari per la Cooperazione  e lo Sviluppo del Terzo Mondo

 

COORDINAMENTO DELLE ASSOCIAZIONI PER L’AFRICA

Comitato trentino NOPPAW (Ass. Amici di Casa Mihiri, Ass. Africa Tomorrow, Ass. Il Melograno, Ass. Spagnolli Bazzoni, Gruppo Autonomo Volontari per la Cooperazione e lo Sviluppo del Terzo Mondo) ACCRI, APIBIMI, CFSI, Centro Missionario Diocesano, CODESSA Italy, Collettivo Studentesco Roveretano, COOPI Trentino, Mandacarù, padri Comboniani Trento, TAM TAM per Korogocho

 

Dal primo obiettivo per cercare di fare conoscenza reciproca tra le associazioni di volontariato della Vallagarina che operano in Africa si è passati al “fare”.

Il progetto “I Africa, I Congo” ha visto unire in ore di lavoro e di passione ben 15 associazioni ed enti per presentare due incontri di formazione alla comunità sulle situazioni più conflittuali che interessano oggi l’Africa: minerali insanguinati, accaparramento delle terre, accordi economici con l’UE (EPA). 

Invitiamo dunque le associazioni della Vallagarina e dell’intera comunità trentina a partecipare agli incontri che vedranno la partecipazione di esperti a livello nazionale sui temi proposti:

8 novembre p.v. alle ore 17 al Centro Permanente alla Pace di Rovereto 

22 novembre p.v. alle ore 17 sala Filarmonica di Rovereto.

Gli argomenti avranno come oggetto soprattutto i Paesi dell’Africa centrale, nell’ampia Regione dei Grandi Laghi all’interno di una nuova situazione dell’Africa in continua e rapida evoluzione che vede uno sviluppo diseguale e che porta differenze di crescita e progresso sempre maggiori tra zone, gruppi sociali e Paesi. La situazione ricalca quella dei paesi sviluppati, ma è presumibile che l’Africa, con le sue ricchezze, si imporrà come una delle poche risorse, o forse l’unica, per l’economia del futuro.

Questi temi rimangono spesso sconosciuti alla maggioranza della cittadinanza, dimenticati dai grandi circuiti mediatici; scarsa è dunque un’opinione pubblica formata e consapevole. Oltre a ciò, la situazione delle organizzazioni, ONG, associazioni che si occupano del continente africano, si presenta sempre più difficile, da una parte per i contributi ai progetti di cooperazione ridotti dalla crisi economica e dall’altra per la sempre maggiore difficoltà di coinvolgere nelle attività e motivare all’aiuto persone chi si deve ora occupare sempre di più dei propri problemi personali. 

È però evidente che le tematiche affrontate sono di interesse comune per una crescita e una conoscenza più approfondita sia personale, sia delle nostre associazioni, nell’impegno di partenariato che ci siamo assunti con l’azione di cooperazione e solidarietà nei vari sud del mondo. 

 

  •  Start 
  •  Prev 
  •  1  2  3  4 
  •  Next 
  •  End 

Page 1 of 4

Subcategories

Donazioni

Cassa Rurale 

TrentinoSolidale - TrentinoSolidarietà.it

trentinosolidale trentinosoliderietà

Go to top