Dove si realizza il progetto?

L’edificio, adibito a stalla pilota imprenditoriale per la formazione dei giovani, sarà costruito a Kisawasawa (300 m. s.l.m.), regione Morogoro, distretto di Kilombero, sulla strada statale che porta da Mikumi a Ifakara, a 395 km da Dar es Salaam, ed a 226 km da Dodoma. Kisawasawa si trova a sud di Morogoro, latitudine -7,883333, longitudine 36,86667. E’ un’area popolata da 30.000 abitanti distribuiti in 7 villaggi, Le strade che li collegano sono “strade rosse”, di terreno impermeabile che si trasforma in fanghiglia impercorribile nella stagione delle piogge. Esiste un bus che trasporta gli abitanti da un villaggio all’altro. Kisawasawa è ubicato sulle pendici orientali dei Monti Udzungwa (culminanti con i 2.579 metri di altitudine del monte Luhomebero), zona di importanza mondiale per la antiche che si possono osservare solo in questo territorio, dovuto alla presenza della grande fossa tettonica, alla stabilità climatica (i monsoni garantiscono abbondanti e costanti precipitazioni), e quindi alla notevole presenza di foreste a tutte le altitudini. Anche a Kisawasawa, a soli 300 metri di altitudine, si è immersi nel verde dei Monti Udzungwa. Nel progetto “Tropical Biodiversity Section” del Museo Tridentino di Scienze Naturali si legge che il sito potrebbe essere il più importante in Africa per la conservazione dei primati, ed è probabilmente il più importante, unico in Tanzania, per la conservazione della biodiversità terrestre. E’ un ecosistema prezioso per le comunità regionali e nazionali, in particolare idrografico, attraverso la produzione di energia idroelettrica che genera un terzo di energia elettrica del Paese.

Dall’indagine socio-economica del 2005 (ricevuta dal Musero Tridentino Scienze Naturali) “AN ASSESSMENT OF ECOLOGICAL AND SOCIAL - ECONOMIC IMPACTS CAUSED FOR THATCHING IN UDZUNGWA MOUNTAINS NATIONAL PARK” (di B.A. Nyundo, BSc., MSc., Ph.D., Lecturer, University of Dar es Salaam, Department of Zoology & Wildlife Conservation; A. Mtui, BSc., Chief Ecologist, Udzungwa Mountains National Park, And H. Kissaka, BA. MA. Sociologist, Supported by WWF, abbiamo le seguenti notizie (scritte in corsivo) così riassunte:

E’ l’unico parco tanzaniano dove sono ammessi i popoli indigeni alla pratica tradizionale del culto e alla raccolta di legna secca, piante officinali ed erbe. Ci sono numerosi fiumi, cascate e ruscelli che formano nella foresta stretti burroni e canyon. I Monti Udzungwa Nazional Park (UMNP) ricevono la maggior parte della pioggia annuale da novembre a maggio, con il periodo più lungo da marzo a maggio, con brevi piogge da ottobre a dicembre. La stagione secca raggiunge il suo picco a settembre e ottobre. La piovosità media annua nel sud-est del parco è di circa 2.000 millimetri, nel nord-ovest solo 600 millimetri. All’interno del parco esistono almeno 50 piante endemiche, tra cui molte specie di piante rampicanti, arbusti, fiori ed erbe. Oltre 150 di queste specie sono considerate di valore medico, utilizzate dalla comunità. La combinazione favorevole delle piogge e di un clima favorevole ha reso possibile, soprattutto nel distretto di Kilombero, uno sviluppo della produzione agricola di piccoli proprietari, con produzione di riso, mais, sesamo, alcuni più “benestanti” con la coltivazione della canna da zucchero. Il clima è adatto sia per l’agricoltura che per il pascolo del bestiame ed attività avicola. La zona Kidatu Mang’ula con il censimento del 2002 contava 109.866 abitanti con 56.061 maschi e 53.805 femmine, con 26.057 famiglie, media di 4,2 persone per famiglia. Riportiamo la Tabella 1relativa alla distribuzione e composizione della popolazione della zona di Kidatu e Mang’ula tratta da: dati Campo/UTR 2002, Censimento della popolazione.

tabella 1 

Tab. 1: Dati Campo / URT 2002, censimento della popolazione

Nel corso del 1992 con la privatizzazione della maggior parte delle attività statali e parastatali economiche, ci sono riscontrati cambiamenti socio-economici con un’espansione della popolazione immigrante. La privatizzazione del settore della canna da zucchero ha procurato l’espansione di questo tipo di agricoltura con aumento da parte di piccoli agricoltori della relativa coltivazione che ha sostituito quella del riso, con conseguenti problematiche alimentari degli abitanti della zona.

Tale mutamento nelle colture ha determinato anche un movimento stagionale di lavoratori, durante il periodi di semina e di raccolto, raddoppiando la popolazione. Nel 2005, alla data della relazione, si riscontrava anche una maggiore affluenza di pastori di bestiame in cerca di lavoro, che trovavano però carenza di pascoli in quanto sottratti a tale destinazione dalla coltivazione della canna da zucchero. Questo ha contribuito alla diffusione di malattie animali. Con l’aumento dell’ afflusso demografico c’è stato anche un aumento della “criminalità”, soprattutto caccia di frodo, violazione di domicilio, cattura di animali e altre attività illegali..Dato tale contesto i giovani preferiscono trasferirsi a Morogoro, Dar Es Salaam e altre aree urbane in cerca di lavoro e migliori fortune.

Situazione di bisogno

Nella zona oggetto di intervento da parte del GAV, il parroco Padre Benvenuto Mtemahanji (con piccoli contributi da parte dell’”associazione Karibuni onlus” di Bologna, dell’Associazione “Dedicata Ad Un Angelo” e del “Lions Val Calepio Val Cavallina” di Bergamo) a Kisawasawa ha costruito negli scorsi anni alcuni importanti edifici: la scuola materna, la scuola elementare, la casa di 7 suore della congregazione SCGA (orsoline), la chiesa, l’abitazione del dottore, il dispensario medico, il refettorio. Le suore supportano il lavoro nella parrocchia, insegnano nelle due scuole primarie, nelle due scuole medie, gestiscono la scuola materna, una è responsabile del dispensario medico, organizzano alcuni gruppi di bambini e giovani, insegnano a coltivare l’orto ai fanciulli. Poco distante dalla missione c’è una scuola superiore di proprietà di indiani, dove i ragazzi frequentano fino alla 4° classe. La popolazione vive ancora in condizioni igienico-sanitarie-alimentari pessime, in abitazioni di fango e paglia, senza acqua, né energia elettrica. 

Kisawasawa è situata in una zona rurale, la cui economia è basata esclusivamente sull’agricoltura; si producono, riso, mais, ortaggi, patate dolci e banane, come fonte di sostentamento ed anche per usi commerciali. Alcune famiglie integrano il loro reddito con allevamento di polli. L’ambiente potrebbe favorire egregiamente la zootecnia, ma ad oggi pochissimi allevano bestiame da carne e da latte. Si riscontra da parte del medico del dispensario una carenza alimentare dovuta alla mancanza di questi due alimenti importantissimi per la crescita e la formazione fisica della persona fin dall’infanzia. Uno studio socio-economico del WWF nel 2006 ha evidenziato un basso livello di istruzione, solo il 74% ha frequentato la scuola primaria. Padre Benvenuto ha riscontrato che i giovani purtroppo si ritrovano immischiati in problematiche devianti e illegali, con mancanza di futuro all’interno dei villaggi; alla fine della scuola non trovano lavoro, provandoli psicologicamente. Tendono quindi ad emigrare, o si ritrovano immischiati in problematiche devianti e illegali. Obiettivo generale

Obiettivo generale:

empowerment economico e di genere dei giovani della zona di Kisawasawa

Obiettivi specifici

1. Rendere annualmente alcuni membri della comunità economicamente autosufficienti con lo sviluppo di piccole e micro imprese nel campo della zootecnia, con conseguente sviluppo rurale della comunità. Si rimarca che i corsi saranno aperti sia al genere femminile che a quello maschile, ottemperando così anche ad uno degli otto obiettivi del millennio

2. migliorare la qualità dell’alimentazione dei bambini, dei ragazzi, della popolazione tutta;

3. alleviare la povertà attraverso l’introduzione di alternative attività di zootecnia;

4. promuovere educazione giovanile anche attraverso il lavoro, con la consapevolezza che la vita è tale se la si conquista giorno dopo giorno con il proprio lavoro. Risultati previsti delle attività a) Attivare ogni anno nella stalla pilota un corso di zootecnia e di agronomia e tecnologia rurale per almeno 10 giovani di entrambi i sessi. I corsi sono stati studiati per sostenere e valorizzare il lavoro delle donne, sulle quali grava il carico lavorativo sia all’interno che all’esterno delle mura domestiche b) Dare a fine corso ad ogni corsista diplomato un animale per attivare una microimpresa zootecnica autosufficiente e capace di mantenere la famiglia del giovane con la vendita di carne, latte e fertilizzante ecologico c) Coprire le mucche di ogni giovane allevatore che, al primo parto della sua mucca, “ritornerà” il primo vitello alla stalla laboratorio, in modo da garantire ogni anno la presenza nella stalla di un parco bestiame di 10 animali d) Vendere il latte che si produrrà nella stalla durante i corsi e la carne degli animali adulti e) Produrre sia nella stalla sia nelle microimprese fertilizzante ecologico da usare e da commercializzare per le coltivazioni della zona f) Innalzare il tetto proteico alimentare in tutta la popolazione

Attività previste

1) Una stalla pilota con una capienza di 11 mucche in 10 box, una sala mungitura, un box per il toro, un box per il parto, un magazzino per il mangime, l’ufficio e locale per lo stoccaggio del latte.

2) Un corso di zootecnica a partire da gennaio 2012 per 10 giovani di entrambi i sessi della zona, da attivare ogni anno

3) La presenza di almeno 10 capi nella stalla ogni anno per garantire la continuità del progetto

4) La vendita del latte alla popolazione e, a maturazione bestiame, anche della carne

5) La produzione e la vendita di sterco animale come fertilizzante ecologico prodotto sia nella stalla che nelle microimprese

6) Consumo di latte e carne da parte della popolazione

La costruzione ha avuto inizio nel marzo 2011, fine costruzione giugno 2012

Grado di raggiungimento degli obiettivi specifici del progetto.

La presente relazione riguarda la costruzione dell’edificio adibito a stalla con negozio annesso e il progetto informativo presentato ai membri della comunità; gli obiettivi specifici raggiunti e considerati ottimali riguardano quindi in particolare le azioni intraprese per l’ottenimento di tali obiettivi specifici che saranno valutati a fine dei primi corsi futuri:

1) la tempistica prevista per quanto riguarda la costruzione dell’edificio,

2) l’applicazione di tutte le metodologie costruttive locali

3) l’elevato raggiungimento dei parametri necessari per questo tipo di costruzione, edificata a regola d’arte

4) aver dato lavoro a circa una quindicina di operai, elevando il tenore di vita delle loro famiglie per il periodo di lavoro, certo per un anno

5) l’attenzione che alcuni di questi operai hanno dato all’importanza del progetto tanto da iscriversi al primo corso

Oltre alle aspettative

La popolazione ha risposto ampiamente e positivamente al progetto di introduzione dei corsi; le iscrizioni, aperte fin da subito, sono già coperte per il primo corso sia da parte di giovani e meno giovani, compresi alcuni operai (v. sopra). Per queste motivazioni, ancora in prima fase di costruzione, il partner locale ha deciso, di sua iniziativa, di ampliare la stalla, aumentando la capacità di bestiame da accogliere. Tale costo è stato assunto completamente dal partner locale. Più capacità di bestiame nella stalla equivale a più partecipazione ai corsi da parte dei giovani di Kisawasawa.

Il costo totale dell’opera, compreso del progetto di introduzione alla comunità è pari ad €uro 26.768,00. Il progetto è stato finanziato dalla PAT con un contributo di € 15.000,00 per le microazioni, il rimanente a carico del parroco e del GAV.

Un sentito Grazie a tutti i sostenitori. 

Ultime notizie:

maggio 2013, le mucche accolte nella stalla sono ormai 20. I corsi stanno proseguendo, e molte sono le nuove iscriizoni. Gli studenti sono affascinati dal loro nuovo acquisire competenze professionali che serviranno per aprire le loro piccole future fattorie a Kisawasawa  e dintorni!!!  

 

Donazioni

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