FILIPPINE: DOPO IL TIFONE HAIYAN: COSTRUZIONE 6 CASETTE IN MURATURA” ISOLA DI ILIN

Villaggio Burì – Provincia di Mindoro

La situazione di bisogno che si intende affrontare è quella derivante dalla mancanza di una vera e propria abitazione per numerose famiglie povere del villaggio Burì nella provincia di Mindoro. La presente microazione si rivolge a sei famiglie del villaggio di Burì rimaste senza alcun tipo di riparo. Nel villaggio la Congregazione Ancelle Missionarie del Santissimo Sacramento (in inglese Missionary Servants of Blessed Sacrament), ha già acquistato il terreno di otto ettari su cui verranno edificate le sei casette che sarannoc ertamente più sicure, comunque sempre integrate nell’ambiente circostante. I parenti che a tutt’oggi li stanno ospitando hanno difficoltà a sostenere ancora a lungo la situazione. Si preferisce non spostare la popolazione dal proprio villaggio per non creare sradicamento che creerebbe ancor più una situazione di isolamento all’interno di altri villaggi. Analogo progetto è seguito anche da parte dell’ass. Via Pacis di Riva del Garda. Le due associazioni hanno iniziato la loro collaborazione con il progetto di educazione con la pubblicazione del volume “Filippine. Un mondo poco conosciuto” nel 2012, quindi per il progetto di prima emergenza successivo al tifone Haiyan nel novembre 2013.

Quando e in che modo è stato individuato il bisogno?

Il bisogno è emerso immediatamente dopo la gravissima tragedia che ha colpito il popolo filippino nel novembre 2013. A seguito dei numerosi contatti con la referente locale sr. Rosanna Favero - con la quale Via Pacis sta collaborando da almeno un ventennio - il GAV ha seguito costantemente e con preoccupazione l’evolversi della situazione a Mindoro ed Ilin. Quest’area è stata fortemente colpita con venti che hanno raggiunto ca. 300 km/h portando via oltre alle capanne, agli animali e alle risaie ormai prossime al raccolto, anche la vita di alcuni pescatori.

Chi ha partecipato all’individuazione del bisogno?

Hanno partecipato all’individuazione di questa necessità la responsabile locale, suor. Rosanna Favero coadiuvata da alcune consorelle, i presidenti del GAV e di Via Pacis onlus. Nel periodo di tempo intercorso tra novembre 2013 e la fine di febbraio 2014 suor Rosanna ha provveduto inizialmente all’emergenza con distribuzione di pacchi viveri, beni di prima necessità –stuoie, asciugamani, coperte, utensili di cucina - e alla riparazione delle capanne con l’acquisto di legno, bambù, compensato, ecc. Questo soprattutto con l’aiuto dell’Ass. Via Pacis onlus con l’invio di ben trentamila euro. Il GAV si attivava per la raccolta fondi con manifestazioni in ambito locale e divulgazione del volume sopraccitato. Si riporta quanto scritto da Suor Rosanna:

La sera dell’8 novembre molte persone si sono recate alla scuola, (una delle poche costruzioni in cemento) cercando riparo e hanno continuato ad arrivare fino al punto che non ci si poteva sedere perché non c’era posto, ma almeno il luogo era più sicuro delle povere capanne e Violy racconta come “ben presto il vento ha iniziato ad aumentare di potenza e, si poteva udire la sua voce spaventosa, il rumore degli alberi che cercavano di resistere, gli oggetti che il vento raccoglieva e trasportava con sé. Anche il mare sembrava gridare e si percepiva che le sue onde si facevano sempre più impetuose. Dentro alla scuola, al buio si pregava, i più piccoli avevano paura e piangevano, le mamme cercavano di consolarli ma anche nel loro cuore c’era la preoccupazione per gli altri familiari. Verso mezzanotte abbiamo temuto di non farcela, sentivamo il vento muovere il tetto ed ogni momento sembrava portarlo via. E’ durato alcune ore ma è sembrato interminabile. Verso l’alba si è calmato e siamo uscite per vedere, senza riuscire a frenare le lacrime di consolazione e gratitudine a Dio per essere ancora in vita e di grande tristezza nel vedere la distruzione lasciata dal tifone Yolanda. La luce dell’alba ha permesso di vedere poco a poco un ambiente che non sembrava il nostro. Le riserve d’acqua erano finite durante la notte e non c’era possibilità di andare al pozzo per il pericolo dei tanti alberi caduti e rami spezzati lungo il sentiero. Niente acqua, niente caffè e riso. Come fare per i tanti bambini che cominciavano a svegliarsi? Abbiamo raccolto i frutti delle piante di papaya sradicate dal vento e cercato la legna per cucinare mentre cercavamo di capire cosa era veramente successo. Poi persone sono giunte portando notizie, racconti di tanta paura insieme alla realizzazione del pericolo scampato. Solo dopo due giorni abbiamo conosciuto ciò che è successo in altre province, quanto dolore, morte e distruzione.” … alcune notizie dei villaggi di Natandol, Buri e Tabai. Tutti e tre si trovano nell’isola di Ilin, municipio di San Jose, provincia di Mindoro. Come puoi vedere dalle cartine i tre villaggi sono vicini.

 

Secondo i dati raccolti in Municipio Buri conta circa mille abitanti in circa 130 famiglie. Buri e’ il villaggio situato nella parte più alta dell’isola, per raggiungerlo ci vuole un’ora di cammino dal porto. Natandol copre una vasta area, dal piccolo porto dove si arriva c’è un viale che porta all’interno dell’isola, la parte collinosa, dove vivono molte famiglie dedite al lavoro agricolo, taglialegna per produrre poi il carbone usato e venduto per cucinare, mentre nell’area vicino al mare ci sono le famiglie di pescatori e coltivatori di seaweeds (una qualità di alghe marine). Conta circa 220 famiglie e più di 3000 abitanti. Nel villaggio c’e’ la scuola elementare pubblica e da tre anni la scuola media, andata distrutta dal tifone. I ragazzi ora devono recarsi a Pawican a circa un’ora di cammino attraversando i boschi. In Natandol la nostra comunità ha una piccola scuola materna che accoglie circa 80 bambini provenienti anche dai villaggi vicini. Ci sono due insegnanti che seguono anche i ragazzi delle elementari per il Doposcuola. Ogni giorno le mamme si alternano per cucinare il pranzo che viene offerto ai bambini e ragazzi più bisognosi, in particolare in cura per tubercolosi o malnutrizione. Le caratteristiche comuni: grande povertà che definirei vera miseria, non c’è energia elettrica, i servizi sociali di comunicazione, sanitari e scolastici sono molto carenti e l’acqua potabile e’ un lusso. Le uniche risorse sono la pesca, coltivazione di alghe e agricoltura in particolare coltivazione del mais, noci di cocco, bamboo, produzione del carbone usato per cucinare. L’isola formata in prevalenza da terreno roccioso non provvede un terreno fertile anche se il terreno che abbiamo acquistato si trova in una zona piana e si può sfruttare. La scarsità di mezzi ed il maltempo che non risparmia questa piccola isola emersa dal mar cinese rendono il lavoro duro ed incerto. Le difficili condizioni di vita espongono la popolazione a malattie quali tubercolosi, colera e malnutrizione. Uno dei problemi più gravi ’ la carenza di acqua potabile. Abbiamo provato a verificare la fattibilità di un pozzo ma con questo tipo di terreno è praticamente impossibile. Attualmente gli abitanti utilizzano una sorgente di acqua potabile che si trova a circa 1 ora di cammino dal terreno dove costruiremo le casette. Uno dei lavori che procura qualche entrata alla popolazione è proprio quello di trasporto dell’acqua con animali o anche di persona; anche i bambini sono coinvolti in questo lavoro. Durante le ultime elezioni politiche è stata rinnovata la promessa di risolvere questa grande povertà che costringe anche i più piccoli a grandi sacrifici e limita lo sviluppo di altre risorse e continuiamo ad unirci alla speranza della gente che la promessa venga mantenuta.

Qual è l’obiettivo generale?

Sostenere il partner locale sr. Rosanna Favero nella mission di dare dignità abitativa e sicura sistemazione a sei famiglie dell’isola Ilin (villaggio Burì) con la costruzione di sei edifici adibiti ad abitazione unifamiliare.

Quali sono gli obiettivi specifici?

Gli obiettivi specifici si possono così riassumere:

offrire un’abitazione a sei famiglie molto povere che hanno perso ogni avere, compresa la capanna in cui vivevano, a seguito del tifone Haiyan; 

avviare un’opera di ricostruzione che prevede la realizzazione di altre casette negli anni a venire in modo tale da consentire ad un maggior numero di famiglie di accedere ad un’abitazione;

un ulteriore importante obiettivo che ci prefiggiamo di realizzare, reso possibile grazie alla solidarietà da sempre presente nel popolo filippino, è l’avere a disposizione, al momento del passaggio di altri tifoni purtroppo ricorrenti in quell’area geografica, alcune strutture solide in grado di ospitare temporaneamente un maggior numero di persone rispetto a quelle abitualmente residenti. Abbiamo visto infatti come, la scuola in muratura ed altre strutture edificate anche con il contributo di Via Pacis, siano servite di riparo alla popolazione terrorizzata durante il passaggio di Haiyan, come testimoniato da una mail di sr. Rosanna di cui riportiamo una parte: offrire alla cittadinanza locale trentina un riscontro positivo della solidarietà generosamente dimostrata attraverso serate di condivisione e presentazione del progetto e del suo prosieguo da parte delle due associazioni (GAV e Via Pacis) dandone notizia attraverso la stampa ed il web. Le serate saranno supportate dalle testimonianze della pres. di Via Pacis e altro socio che nel corso del 2014 si recheranno in loco.

Quali sono i risultati previsti delle attività?

I risultati previsti sono:

Abitazioni concluse entro il 2015 al massimo per consentire a sei famiglie, composte da 8/10 persone ciascuna di avere una casa provvista di servizi igienici;

Ospitalità certa e sicura nei nuclei familiari dei genitori della coppia (del marito e/o della moglie) quasi sempre presenti. Quindi, oltre ai bambini, anche alcuni anziani ed ammalati che sarebbero altrimenti disagiati/abbandonati, avranno a disposizione un’abitazione confortevole;

Ospitalità temporanea certa e sicura ad altre persone (aprenti, amici, vicini), in caso di ulteriori calamità naturali e non.

Un nuovo insediamento di famiglie che avranno a disposizione anche del terreno da coltivare. L’appezzamento acquistato infatti si trova in uno dei rari tratti pianeggianti dell’isola, nei pressi di Burì, adatto per alberi di papaya, banane, bambù e noci di cocco.

Quanti sono i destinatari diretti?

I destinatari diretti sono le sei famiglie che riceveranno queste casette. Sono famiglie numerose composte da una media di 8/10 persone quindi 52/60 persone tra anziani, adulti e bambini. Altri futuri destinatari diretti: le persone che, in caso di analoghi drammatici eventi (calamità naturali e non), saranno ospitate nelle 6 case per un riparo sicuro ed idoneo. Non si può darne quantificazione certa, ma si riporta la testimonianza presentata sopra.

 

COSTO dell’intervento:

COSTRUZIONE DI N° 4 ABITAZIONI DI 35 MQ AL COSTO DI 3.131,46 € OGNUNA

Costo arrotondato € 12.526,00

COSTRUZIONE DI N° 2 ABITAZIONI DI 42 MQ. AL COSTO DI 3.622,98 € OGNUNA

Costo arrotondato € 7.246,00

TOTALE € 19.772,00 

 

Parlano del progetto:

Vita Trentina - scarica qui il PDF

Qui Rovereto - scarica qui il PDF 

 










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