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Written by Maria Grazia   
Thursday, 23 April 2009 21:07
 

NAMASTE’ doctor!Inaugurazione mostra fotografica e presentazione video dedicato al dispensario medico di Ghandruk, Nepal. 16 aprile 2009.

Nell’immaginario collettivo il Nepal è un paese lontano dove gli scalatori dell’occidente vanno a sfidare le vette più alte del mondo e tornano alla civiltà ricchi di gloria.

Sebbene nella capitale Kathmandù esistano quartieri che assomigliano a quelli di una moderna città europea, nelle periferie, e più ancora nelle aree rurali, si ha l’impressione di fare un salto indietro nel tempo di molti decenni. Il Gruppo Autonomo Volontari di Rovereto intende costruire un ponte ideale fra Trentino e Nepal, ponte aldilà del quale si materializzino iniziative concrete a favore di una popolazione povera di mezzi e di cultura.

Ai piedi della catena dell’Himalaya c’e una miriadi di villaggi in cui non esistono sistemi di trasporto, scarsi sono i mezzi di sostentamento e inesistenti le strutture sanitarie. L’aspettativa media di vita è di circa 30 anni inferiore alla nostra, c’è un medico ogni 30.000 abitanti ( in Italia 1 ogni 300), la mortalità infantile è elevata. A causa della malnutrizione il sistema immunitario è debole per cui malattie da noi quasi dimenticate, come la tubercolosi, sono endemiche, la contaminazione delle acque provoca infezioni parassitarie gastrointestinali ed il colera, l’assenza di antibiotici fa sì che infezioni respiratorie e genito-urinarie diventino letali.

Povertà, tristezza e dignità sono le parole con cui una signora italiana che ha vissuto in quei luoghi ha descritto il Nepal. Povertà economica e culturale dovuta a secoli di monarchia assoluta che ha imposto un isolamento catastrofico. Tristezza profonda che viene dalla consapevolezza che la tragicità dell’oggi non sarà diversa da quella di domani. Dignità che permette di sopportare la miseria mantenendo il rispetto di sé e degli altri.

Tutto questo traspare dalle foto e dal film-documentario dedicati a Ghandruk, villaggio ai piedi dell’Annapurna, fatto di gente povera, triste e dignitosa. Villaggio dove le case non hanno camino, il cibo scarseggia e le malattie non venivano curate. Sì, perché oggi, grazie all’intuizione ed alla generosità di un giovane neurochirurgo, il dottor Francesco Doglietto, a Ghandruk è operativo un dispensario sanitario.

In ossequio alla massima orientale secondo la quale è meglio insegnare a pescare anziché regalare un singolo pesce a chi ha fame, il Gruppo Autonomo Volontari di Rovereto intende assicurare a questo dispensario la presenza costante e duratura di un medico ed un’infermiera al fine di promuovere un’azione di educazione sanitaria di base che miri all’igiene della persona, dell’ambiente e delle acque, misure di per sé sufficienti a ridurre in modo significativo il propagarsi delle infezioni, ed una attività di diagnosi e cura delle più comuni malattie. Un filosofo tedesco del secolo scorso, Franz Fischer, sosteneva che la vita nostra e dei nostri simili non può essere ciò che succede mentre ci occupiamo d’altro. Ricordiamolo.

dott Mauro Larcher (cardiologo)

 

“NAMASTE’ Doctor!”: un’esperienza diversa 

Un’esperienza diversa quella vissuta dal GAV, dal 16 fino al 26 aprile scorso presso le Distillerie Marzadro di Nogaredo.

Esperienza diversa sotto molti aspetti, primo fra tutti l’inserimento in un mondo completamente nuovo sia per il Paese in cui si è andati ad operare, sia per il tipo di intervento che il GAV si è assunto con un “progetto di educazione allo sviluppo”. Quando nel 2007 era stato pensato un progetto di educazione allo sviluppo con l’approntamento di una richiesta da presentare alla Provincia Autonoma di Trento, si era ben consapevoli che l’impegno non era facile da assumere. Mai prima d’allora infatti il GAV si era inoltrato in un campo diverso dall’edilizia per quanto riguarda i progetti di cooperazione e le microazioni rivolti allo sviluppo dei Paesi terzomondisti: l’Africa, il Brasile, le Filippine erano state toccate infatti da molti interventi  edilizi (scuole, chiese, dispensari medici, acquedotti, bonifiche agrarie, ponti ecc.). Ed ecco un Paese diverso, un intervento diverso, un impegno diverso.

Iniziamo dal Paese: Paese molto povero il Nepal, ma affascinante per le sue bellezze naturali, attraente per la sua cultura e la sua interiorità religiosa, ricco di emozioni da vivere per le tradizioni assolutamente distanti dalle nostre.

Intervento diverso: per la prima volta con un partner locale laico, Bir Singh Gurung uno sherpa nepalese che, sollecitato da un socio GAV, ha attivato un’organizzazione, la Sanjiwani Public Healt Mission Nepal, per aiutare un villaggio di montagna per l’apertura di un dispensario medico, inesistente fino ad allora.

Impegno diverso: questo progetto è scaturito dalla volontà di un socio GAV (dott. Francesco Doglietto, giovane neurochirurgo) che recatosi sull’Annapurna per un trekking ha saputo vedere le enormi difficoltà che gli abitanti di Ghandruk dovevano affrontare per arrivare all’ospedale più vicino di Pokara. Senza assistenza sanitaria molte vite vi giungevano alla fine dei giorni, dopo un percorso durato dalle 7 alle 15 ore di trekking. Da quasi un anno un dispensario medico è attivo grazie anche al sostegno del GAV.

Tutto questo ha travolto i nostri sentimenti ed ha fatto scaturire la volontà di far conoscere la diversa realtà sanitaria del Nepal ai giovani del Trentino. Innanzi tutto perché si voleva dare forza alla generosità e al sentimento di Francesco che ha saputo coinvolgere noi “vecchi” soci del GAV in un progetto di educazione e sensibilizzazione. Soprattutto perché non si voleva tradire quell’entusiasmo e quella generosità che all’interno del GAV arrivava da un giovane trentenne. Ci sembrava molto importante per la nostra società riuscire  a fare qualcosa per i nostri giovani, per la loro crescita sociale e morale, dimostrando che gli occhi ed il cuore di Francesco avrebbero potuto essere gli occhi ed il cuore di molti giovani trentini.

Ci si è avventurati quindi in un progetto di educazione allo sviluppo, progettando un video che avrebbe potuto dimostrare l’enorme disagio delle popolazioni nepalesi nell’usufruire di una minima assistenza sanitaria. Abbiamo incontrato un Nepal povero, dove però la dignità della persona permette alle popolazioni di sopportare la miseria mantenendo il rispetto di sé e degli altri. Un Paese privo di assistenza sanitaria, soprattutto nelle aree rurali, dove si ha l’impressione di fare un salto all’indietro, tornando ad almeno 150 anni fa. Abbiamo voluto che dalle immagini del video trasparissero tutte le difficoltà, ma anche la dignità delle persone, la tristezza dietro il loro sorriso che accoglie gli ospiti, sicuri che “la tragicità dell’oggi non sarà diversa da quella di domani”.

Abbiamo voluto che le immagini della maestosità e della bellezza della catena himalayana fossero a contrasto con il vissuto degli abitanti dei villaggi che senza gridare, senza fare scalpore, senza deludere, senza rancore alcuno fanno fatica a vivere, abbiamo anche voluto che le immagini fossero testimonianza e parte interiore  della popolazione, dei loro visi, dei loro occhi, dei loro sorrisi, della loro accoglienza.

Ne è scaturito un video che ha affascinato molte persone, che ha toccato i loro cuori, che ha lasciato immaginare e assaporare il profumo dell’aria, delle vette, dei fiori, della gente. Un video che è stato proiettato dal 16 al 26 aprile molte volte al giorno, per educare e sensibilizzare giovani e meno giovani agli obiettivi del millennio in campo sanitario. Impegno che il GAV si è assunto con la stessa generosità e lo stesso coinvolgimento che molti altri progetti lo hanno coinvolto in vent’anni, fin dalla sua nascita dal 30 marzo 1989 ad oggi. Non solo, ma è stata coinvolta in questo progetto, per un altro video, anche l’associazione roveretana “Amici di casa Mihiri onlus” che con il suo impegno nello Sri Lanka aiuta molte giovani a trovare la loro dimensione all’interno dapprima di una grande famiglia e poi della società.

Molte sono state le persone (già una sessantina all’inaugurazione) che hanno visitato la mostra fotografica negli spazi messi a disposizione dalla ditta Marzadro, dove era possibile ammirare anche diversi manufatti provenienti dal Nepal elegantemente esposti da Mandacarù Altromercato. Visitatori che hanno contribuito  all’esito più che positivo anche con un generoso contributo che permetterà il mantenimento del dispensario medico per oltre due mesi. Ma l’impegno dei soci del GAV di sostenere il dispensario medico andrà oltre la mostra, cercando di affrontare almeno per un anno le spese di gestione (stipendio del medico e dell’infermiera) e per l’acquisto di attrezzature indispensabili per la sopravvivenza dello stesso.

Con questo progetto si cercherà di coinvolgere le scuole lagarine, sia gli Istituti Comprensivi che le Superiori, per far sì che l’impegno, la dedizione, la generosità e la sensibilità di Francesco siano di esempio ai molti giovani che vedranno sia il film che le fotografie. Riteniamo infatti importante ed urgente educare i giovani alla solidarietà, alla cooperazione, all’attenzione ai bisogni di tutti, ed in particolare di quelli che ancora non riescono a godere di quelli che, per noi, sono diritti irrinunciabili. Conoscere l’”altro” nel modo più ampio è un dovere che tutti abbiamo, speriamo che molte scolaresche tramite docenti e dirigenti si attivino per la richiesta di visione del filmato e della mostra fotografica.

Prima scuola che si è attivata in questo senso per i primi giorni di giugno è l’Istituto Comprensivo di Ala. Il GAV auspica che altre scuole si lascino coinvolgere da questa iniziativa, importante per la crescita e la maturità dei giovani che saranno il futuro del Trentino e del  Mondo globalizzato di domani.

Il grazie del GAV va certamente alla collaborazione ed alla grande generosità e sensibilità al progetto della famiglia Marzadro che ha messo a disposizione spazi, attrezzature, e si è fattivamente impegnata anche nell’allestimento della mostra fotografica; alla collaborazione di Mandacarù Altromercato che ha messo a disposizione i manufatti nepalesi dei loro progetti. Un grazie ai soci GAV che si sono recati proprio a Ghandruk; al cameraman Roberto Condotta che ha saputo cogliere le molte sfumature negative e positive di Ghandruk; al regista Herman Zadra che sapientemente ha fatto di 5 ore di riprese un collage veramente avvincente e coinvolgente.

Altro grazie va certamente alle molte persone che si sono presentate alla mostra ed alla sua inaugurazione, agli assessori del Comune di Nogaredo Signora Liliana Maffei in rappresentanza del Sindaco e Signor Leoni Alberto presenti all’inaugurazione, all’assessore alla “Solidarietà Internazionale e Convivenze” della Provincia Autonoma di Trento, dottoressa Lia Beltrami Giovanazzi, che ha finanziato il video, e il dott. Luciano Rocchetti che ha presenziato all’inaugurazione. Ringraziamo inoltre le testate giornalistiche e le varie forme di informazione capillare all’interno della Provincia che hanno permesso la divulgazione dell’intervento.

Non per ultimo al nostro socio Francesco Doglietto che, dall’alto della sua giovane età, ci ha spronato a continuare il nostro impegno ad aiutare le popolazioni del Terzo Mondo.

Rovereto, 05 maggio 2009

                                                                                         Per il GAV, la presidente

                                                                                             Maria Grazia Sighele 

 

 

 

FOTO
Last Updated on Wednesday, 27 May 2009 17:35
 

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